
Ai già alti costi che gli italiani devono sostenere per il conto corrente la Robin tax con molta probabilità avrà effetti nulli se non negativi, questo almeno è quello che fa presupporre il governatore della Banca d’Italia, che dice “i rischi che le imprese la scarichino sui clienti esiste”, più che rischi si può dire che sono certezze, le banche sono già in difficoltà e lo dimostra la continua ricerca di fondi presso gli italiani i quali hanno ben poco da investire, ma traduciamo la parola “imprese” con banche, perché è chiaro che Draghi non parla a nome delle industrie ma a nome delle banche azioniste della Banca d’Italia.
A voler essere ottimisti ci sarà un ulteriore deterioramento nei rapporti cliente banca, nel momento in cui i correntisti si vedranno aumentare i costi relativi ai conti, ma ancora peggio sarà per chi ha mutui accesi specie se a tasso variabile azzerando i già pochi benefici sulla “portabilità del mutuo” presso altre istituti, in sostanza nessuno ci vuole rimettere anche quando la situazione dovrebbe far riflettere ed essere meno accaniti per il profitto.
Questo avrà anche effetti sullo sviluppo se mai potrebbe esserci nei prossimi mesi, vista la situazione economica generale, le imprese in questo momento sono più quelle intenzionate a chiudere piuttosto che ad investire, la stretta del credito con la minaccia di ulteriori rincari di certo non stimola nessuno ad imbarcarsi in avventure imprenditoriali.
Senza la volontà e la rinuncia da parte di chi guadagna di più per uscire dallo stallo della crisi questa non potrà che peggiorare ed espandersi sempre di più fino a diventare insostenibile, vorranno rinunciare a qualcosa per il bene di tutti? Con molta probabilità no, dal momento che la crisi è stata creata da coloro che oggi dovrebbero fare i sacrifici con la Robin tax, e come curare il male con lo stesso male, può solo peggiorare il paziente!
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