
La situazione sembra che stia sfuggendo di mano è il caso di dire, si dice che le banche sono solide, il sistema bancario italiano è migliore degli altri, ecc … ma poi all’orizzonte si profila la nazionalizzazione delle banche come purtroppo avviene negli Stati Uniti ed altri paesi.
Se sono solide non hanno bisogno di aiuti pubblici che poi in definitiva si tratta di soldi, soldi pubblici appunto vuol dire di tutti, il ché vuol dire a sua volta che i debiti delle private banche li dovrebbero pagare i cittadini, gli stessi già ampiamente penalizzati dalla crisi e dalle stesse banche che dovrebbero “salvare” … un conto difficile che nessuno probabilmente vuol fare.
Molti esperti dicono che si doveva intervenire prima, ovvio ma su quali basi? Farlo prima avrebbe avuto il significato dell’ammissione, ovvero sappiamo come siete messe e vi aiutiamo, in questo caso è facile intuire la reazione degli investitori che avrebbero fatto la fuga in massa accelerando soltanto il processo di caduta verso il baratro nel quale le banche si sono messe, ora la speranza è che questo ultimo miglio verde o rosso che sia … non finisca mai!
E’ il caso di dire che ci vuole un miracolo,mai disperare nella vita. L’atteggiamento ottimista premia sempre,se non salva la solidità delle nostre banche,almeno salva la solidità delle nostre menti.
@Renata la solidità delle menti forse era il caso di averla un po’ prima, comunque meglio tardi che mai.